Facciamo parte della generazione in cui valgono più i messaggi delle parole. Facciamo parte di quella generazione, in cui ci si arrabbia per un ‘visualizzato’ o per una chiamata senza risposta, quella in cui ciò che conta è l’apparenza. 
Facciamo parte di quella generazione che con uno smile in chat fa finta di essere felice, quella in cui se non hai whatsapp non sei figo. Questa è la generazione in cui chi è timido viene escluso e nessuno viene ascoltato, in cui non ci si guarda più negli occhi. 
Noi siamo quella generazione che ha bisogno di abbracci, ma dove sono finite quelle persone che guardano ancora dentro agli altri?”